Beati Costruttori di Pace
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Beati Costruttori di Pace
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Chi sono "Beati i costruttori di pace"

Nell'autunno del 1985, vent'anni dopo il Concilio Vaticano II, un gruppo di preti e religiosi del Triveneto scrisse una appello rivolgendosi sia alla Chiesa che individualmente a tutte le persone. Il titolo di quell'appello era "Beati i Costruttori di Pace". Il suo contenuto esprimeva la convinzione che la pace fosse un obiettivo di fondamentale importanza per la Chiesa se essa voleva rimanere fedele a Gesú Cristo. La pace, diceva inoltre quell'appello, non si delega ma va invece perseguita da ciascuno nella vita di tutti i giorni, con un costante impegno in favore della giustizia, del disarmo e della salvaguardia del creato. La pace come percorso da costruire attraverso la nonviolenza, assieme a tutte le donne e gli uomini di buona volontà.

Le arene

Da quell'appello prese vita un movimento molto vasto e trasversale ai vari gruppi e associazioni che componevano l'arcipelago pacifista. Di quel movimento le "Arene" sono state i grandi momenti assembleari. In Arena a Verona dal 1986 al 1993 si è cosí riflettuto e testimoniato su alcune grandi tematiche: dalla discriminazione razziale e i vari tipi di obiezione, alla giustizia pace e salvaguardia del creato, dall'opposizione alla guerra nel Golfo Persico alla rilettura della scoperta dell'America, fino alla necessità di un ripensamento del modello economico dominante. L'ultima "arena" si è svolta il 2 gennaio 2000 a Treviso in occasione dell'anno giubilare, sul tema "Restituire per vivere liberi", con testimoni dall"America Latina, dall"Africa e dall"Europa. Frutto di quell"appuntamento è stata la "Carta degli impegni", nella quale venivano indicate una serie di opportunità di impegno quotidiano per ciascuno.

L'interposizione nonviolenta

La drammaticità della guerra in ex Jugoslavia ci ha obbligati a ripensare la presenza delle persone di pace a livello internazionale. L'interposizione nonviolenta e la diplomazia popolare sono diventate cosí lo strumento per raggiungere costituire una presenza visibile e propositiva nei confronti delle Nazioni Unite e della Comunità Internazionale, portando allo stesso tempo solidarietà e sostegno alle popolazioni sofferenti a causa dei conflitti armati. Nascono da queste spinte, fra le altre iniziative, le marce Solidarietà di Pace a Sarajevo del dicembre del 1992, Mir Sada dell'estate del 1993, l'idea di garantire con i volontari un servizio postale da e per la capitale bosniaca, la presenza a Sarajevo durante l'annunciata visita del Papa nel 1994, e l'idea della creazione di una tenda della convivenza nel 1995 ("Sognando insieme ad occhi aperti un mondi di cittadini e non di vittime"). A Sarajevo e Gradacac interposizione nonviolenta ha significato in particolare condividere giorno dopo giorno i disagi e le difficoltà create dal conflitto.
Impegnata per una soluzione della crisi in Kosovo fin dal 1993, nel dicembre del 1998 l'associazione ha organizzato, con altre cinque organizzazioni pacifiste, la mobilitazione internazionale nonviolenta "I Care!" che ha portato a Pristina 220 persone in occasione del 50° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo. È stata presente a Ulcjni in Montenegro nella primavera 1999 con un gruppo di volontari che hanno operato con l'obiettivo di realizzare un monitoraggio sulla situazione locale e di svolgere attività di animazione con i bambini presenti nel campo profughi. Nell'estate e nell'autunno 1999 "Beati i costruttori di pace" ha operato in Kosovo con progetti di monitoraggio sulla presenza di minoranze, animazione per i bambini, attività di educazione alla pace per gli insegnanti delle scuole della zona di Pec'.
Dal 2000 "Beati i costruttori di pace" si è impegnata anche sullo scenario africano, con azioni di pace nella zona dei Grandi Laghi e in particolare nella Repubblica Democratica del Congo. Con un coordinamento di associazioni italiane e straniere ha realizzato fra la fine di febbraio e l'inizio di marzo 2001 l'azione internazionale di pace "Anch'io a Bukavu", svoltasi nel Nord Kivu, alla quale hanno partecipato 300 europei e tutta la popolazione di Butembo e dintorni: in un incontro fra società civili europee e africane, si sono svolti, in una zona martoriata da due anni di guerra, un simposio internazionale per la pace, momenti di festa, una preghiera interreligiosa e una marcia per la pace. L'iniziativa nell'Africa centrale è stata considerata da molti il vero punto d'avvio del difficile dialogo intercongolese. Nel 2002 tale iniziativa viene riproposta nella città martire di Kisangani, dal 22 al 27 maggio. Sono già piú di 200 i partecipanti italiani pronti a partire.
Dal 27 marzo al 4 aprile 2002 una delegazione dell'associazione ha infine partecipato all'azione di interposizione "Action for Peace", che ha portato in Palestina 400 pacifisti, impegnati in azioni di diplomazia popolare, manifestazioni per la pace a fianco dei pacifisti israeliani e palestinesi e azioni di interposizione nonviolenta a Ramallah, soprattutto attraverso un servizio di "scorta" alle ambulanze degli ospedali.

Le attività di pacificazione dopo la guerra

Con la cessazione delle ostilità in Bosnia-Erzegovina, il nostro impegno è proseguito con iniziative di monitoraggio sul rispetto dei diritti umani, con attività di promozione della partecipazione alle elezioni politiche e con alcuni progetti di animazione in alcune realtà particolarmente disagiate nei dintorni di Sarajevo, Goradze e Srbinje. In quest'ultima cittadina della Repubblica Serba, è stato realizzato il progetto di cooperazione decentrata Atlante, in collaborazione con l'agenzia delle Nazioni Unite UNOPS.

Disarmo e riconversione dell'industria bellica

Lavorare per la pace ha significato anche impegnarsi dentro alle contraddizioni del nostro sistema economico e politico, chiedendo con digiuni e campagne la riduzione delle spese militari, la riconversione dell'industria bellica e lo sviluppo delle obiezioni di coscienza (in particolare alle spese militari e al servizio militare di leva).

Stili di vita sostenibili e rapporto Nord-Sud

Dal 1993 è iniziata l'operazione "Bilanci di Giustizia", che ha lo scopo di modificare il sistema economico partendo dal basso, ossia dai bilanci di singoli e famiglie, attraverso una riduzione dei consumi e una diversificazione delle scelte in vista di una migliore qualità della vita e di un maggior rispetto per l'ambiente.

Educazione e Formazione

Dall'inizio del 1996 l'associazione ha attivato una convenzione con la facoltà di Magistero dell'Università di Padova e Cattolica di Milano, per consentire a studenti Scienze dell'Educazione di svolgere il loro tirocinio pratico presso l'associazione, in alcuni progetti per le scuole tendenti ad educare alla pace, all'Europa e alla legalità. Beati i Costruttori di Pace è un'organizzazione associata al Dipartimento ONU per l'Informazione.

E inoltre...

L'associazione ha aderito alle principali campagne di sensibilizzazione proposte dalla società civile italiana negli ultimi anni (Kosovo, Venti di Pace, Marcia Perugia-Assisi, Chiama l'Africa, MAI dire M.A.I., campagna per l'Obiezione alle Spese Militari), ha inviato suoi rappresentanti a missioni di pace in Burundi, Kosovo, Chiapas ed ha promosso momenti di riflessione su alcune realtà di violazione dei diritti umani come la crisi algerina.

L'ORGANIZZAZIONE

All'inizio del 1996 Beati i Costruttori di Pace ha lanciato un secondo appello: "In piedi, costruttori di Pace!", centrato sulle necessità di ripensare le economie alle quali di fatto sono sottomessi i diritti delle persone e dei popoli in qualunque parte del pianeta. Dalla sottoscrizione di quell'appello è iniziato un percorso che ha portato alla costituzione, nel giugno del 1997, dell'Associazione Nazionale "Beati i costruttori di pace", alla quale fanno riferimento i gruppi presenti in numerose città italiane, ai quali è concretamente demandato l'impegno per costruire la pace, in coordinamento e autonomia.

COME COLLABORARE

Se vuoi partecipare alle nostre iniziative, inserirti nel gruppo presente nella tua città o semplicemente ricevere informazioni sulle nostre attività attraverso il bollettino BCP Notizie, puoi contattare la segreteria nazionale a Padova.

Le Tematiche:
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