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| CARI POLITICI DELLA LISTA UNITARIA: USCIAMO DAL PANTANO! | ||
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La Risoluzione ONU del 14 Dicembre 1974 definisce "aggressione":
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| Albino Bizzotto | ||
| Cari politici della Lista Unitaria, mi rivolgo
a voi perché da sempre stiamo contrastando le scelte del Governo
riguardo alla guerra in Iraq e alla successiva occupazione militare. Un
cittadino può sentirsi esasperato per il vostro cinismo e rivolgersi
a voi con indignazione e amarezza grandi? Non è una questione personale;
è l'insopportabità dei fatti e la vostra totale mancanza
di moralità e di rappresentatività politica per chi da sempre
si sta impegnando per la pace. Altri, in più occasioni, si sono
rivolti a voi con il cuore chiedendovi di verificare il realismo politico
della nonviolenza e delle proposte pacifiste secondo diritto. Non una volta avete accettato di confrontarvi seriamente e di dare un segnale chiaro e unitario, comprensibile alla popolazione, sulla linea del diritto internazionale. Perché parlate e scrivete come pacifisti, e poi le vostre scelte contraddicono sistematicamente le affermazioni fatte? In Italia c'è il movimento per la pace che ha realizzato le manifestazioni più grandi in assoluto a livello mondiale, che ha espresso con chiarezza gli obiettivi e le scelte politiche ancor prima che la guerra all'Iraq cominciasse e costituisce ormai un tessuto diffuso e condiviso nella società civile. Avete detto che con il Governo Zapatero finalmente l'Europa si ricompatta per la pace e per l'ONU. Le scelte del Governo spagnolo sono semplici, nitide e proprio per questo hanno riacceso speranze e scombussolato il grigiore della Comunità internazionale. Ma a quanto pare a voi non interessano più di tanto, perché preferite muovervi con grande prudenza nella illegalità internazionale e rimanendo interni ai ricatti del Governo statunitense e italiano. Il Governo spagnolo ha detto che si possono prendere decisioni e fare scelte concrete di fronte a tutta la Comunità internazionale con un atteggiamento autonomo anche dagli Stati Uniti, non riusciamo a capire perché i politici italiani non siano capaci di liberarsi da questa sindrome. Avete detto che siete contro la guerra in Iraq, ma evidentemente non era vero. La guerra l'avete decisa e fatta in Kosovo, l'avete approvata in Afghanistan e per l'Iraq avete dimostrato una contrarietà a tempo. Non soltanto a fil di diritto, ma sul campo quel che sta succedendo in Iraq è guerra e, soltanto guerra, e più disastrosa del periodo delle operazioni dirette. Lo riconoscono tutti, statunitensi compresi. Siamo totalmente dentro al pantano dell'Occidente. Continuate ad appellarvi alla funzione dell'ONU e non ponete in atto nessun gesto che rompa con la logica che fino a questo momento ha impedito all'ONU di svolgere la sua funzione. Il rifiuto che gli iracheni stanno esprimendo giorno dopo giorno contro tutte le forze occupanti, anche italiane (è di ieri il tentativo di colpire o sequestrare il generale Chiarini), la dice lunga su tutte le parole e le menzogne che si continuano a pronunciare sulla finalità della missione italiana. Perché vi da così tanto fastidio ascoltare la volontà chiarissima del popolo iracheno che in questo momento si vede costretto ad affermare la propria autodeterminazione non nella costruzione delle proprie istituzioni, ma contro tutti gli invasori. Ma quale democrazia è la nostra, che nessuno vuole e nessuno riconosce? Vogliamo smetterla di parlare di diritti e di istituzioni democratiche? Siamo onesti: parliamo di interessi! Di fronte all'opinione pubblica vi dimostrate sempre preoccupati di quello che succederà tra gli iracheni, se noi lasceremo il campo. Continuate a citare la parola terrorismo, ma sapete benissimo che dietro a quel termine continuate a nascondere la realtà e falsate l'informazione. Non di terrorismo si tratta, ma di esplicita volontà popolare. Gli iracheni faranno festa il giorno che ce ne andremo e nessuna ONU potrà funzionare finché sarà formata dalle attuali forze di occupazione. In questi giorni è stato scoperchiato l'orrore delle torture "reiterate" nella stessa prigione di Saddam Hussein; un elemento che rende più odioso e inaccettabile il crimine internazionale della guerra e dell'invasione. Nemmeno questo vi costringe a cambiare atteggiamento! Proviamo a trarre le conclusioni anche culturali di quello che sta succedendo. La nostra presenza accanita in Iraq si è rivestita di fondamentalismo agli occhi di tutto il mondo arabo. Il rispetto e il dialogo oggi, non domani, sono la garanzia e la base della sicurezza in Europa; e in questo gli spagnoli, che hanno sofferto, ci hanno dato una lezione. Don Milani scriveva che non si può mettere la responsabilità al denominatore. A nessuno di voi passa per la testa che quanto succede è anche per la sua responsabilità? So che questo non è un parlare politico, ma mi rifiuto di pensare che i politici siano uomini senza coscienza. Di quanti morti avete ancora bisogno per cambiare rotta? Come cittadino, vi garantisco che siamo in tanti, ma proprio tanti, a non poterne più delle vostre tergiversazioni, dei vostri tempi, e dei vostri equilibrismi elettorali. Non crediate che il Movimento per la pace, per il semplice fatto che non è un parlamento, sia meno politico di voi. Non potete continuare ad essere autoreferenziali, la politica non è fatta di professori, ma è costruita ogni giorno dalla fatica degli artigiani. C'è una responsabilità che va oltre le scelte politiche ed è la responsabilità di fronte alla coscienza e di fronte alla storia. Voi continuate ad appellarvi all'unità per le prossime elezioni, ma continuando a rimanere fuori dalla legalità internazionale? senza un progetto chiaro sulle cose che riguardano la vita e la morte dei popoli? Se siamo nettamente contrari alle scelte dell'attuale Governo non possiamo certamente fidarci del vostro cinismo e della vostra amoralità. |
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